Buttrio

Il 24-25-26 ottobre 2003

Nel tendone presso il centro sportivo

Spettacolo di musica popolare

Folk dell' Alpe adria

 

Venerdì 24.10.2003-ore 18: Presso la nuova “ENOTECA“

 

INTERVENTO DEL DOTT.FERRUCCIO CLAVORA**

  La mia presenza qui non è soltanto in  segno dell’amicizia personale,  vuol essere un riconoscimento della presenza di Friuli nel Mondo e dei tanti Fogolàrs nei quali il nostro gruppo è andato, con la presenza del presidente del Fogolar Furlàn di Caracas che fra un mese circa celebrerà 25 anni di vita del, Fogolàr e 20 anni di costruzione della sede fissata a Caracas dove un certo numero ,non tanto elevato, centinaia di friulani anno costruito la loro sede senza l’aiuto di nessuno.

Questo legame, questo collegamento dei Bintars  con i friulani nel mondo,è il segno del collegamento del Friuli con questa gente , ...che è lontana e che ricorda il Friuli.

Enzo Driussi oggi ha lanciato un tema,che merita senz’altro di essere approfondito, che abbiamo iniziato un paio di anni fa’...un dialogo...un confronto su queste tematiche che legano il tema dell’innovazione, di come mantenere l’identità......................... di un popolo… di un’etnia come quella friulana o delle altre del Friuli.....col passare del tempo e come resistenza al fenomeno della omologazione; che sia vecchio che sia nuovo l’importante è che sia,  e il nuovo deve,come giustamente è stato detto, deve arricchire la tradizione, non cancellarla o sovrastarla.......E quando si parla a Liegi a Bruxelles a Toronto o in Argentina dei Bintars, nasce spontanea l’immagine della cultura friulana.,Sarà parziale, sarà limitata, sarà solo un aspetto ,però i Bintars non sono conosciuti solo in Friuli, che  qualche volta mi sono..............

che purtroppo i Bintars cominciano ad essere conosciuti più nel Mondo che in Friuli.  E qui bisognerebbe fare qualcosa per   rilanciare la presenza della cultura autentica friulana in Friuli, anche in relazione …….non per essere contro  …… , ma per conquistare l’entrata di queste musiche e di queste cose che non sono nostre, intese come culture europee ,ma che sono qualcosa che è anche un po’ estraneo ai fondamenti della cultura in questa area mitteleuropea.

Quindi complimenti per i 25 anni di lavoro e anch’io mi associo agli auguri di ritrovarci per i 50 anni.

**Il dott: Ferruccio Clavora è il direttore dell’ente

“FRIULI NEL MONDO”

 

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Venerdì 24.10.2003-ore 18: Presso la nuova “ENOTECA“

  INTERVENTO DI ENZO DRIUSSI:

(SUNTO).......................................................................Per prima cosa mi sono  spaventato quando ho visto il programma, perchè ho visto ...ecc...ecc... ( vedi il programma) ......! Credo che non sia mai successo qui in Friuli, raggruppare in due soli pomeriggi un numero così alto di personaggi singoli e di gruppo, possiamo dire senza paura di essere smentiti, il meglio di quello che è il folklore del nostro Friuli. Riunirli, ripeto, non è facile, però  quando c’è un anniversario di questa importanza , une gnoce d’arìnt ,25 anni di attività a favore del Friùli,quando c’è la simpatia grande e incrollabile dei Bintars e soprattutto quando lo scopo di questo incontro non è solamente “incontriamoci per far festa e soffiate sulle 25 candeline dei Bintars” , ma è “ vediamo di  fare anche un’opera di bene” in memoria di una che anche lei era espressione del folklore popolare del nostro Friuli, Geltrude Schnabl che era una corista di Ugovizza e che come molti sanno è rimasta vittima della recente alluvione.

Allora dico: quando ci sono queste tre cose messe assiame e troppo facile dire “sissignore sarò tra i primi ad arrivare” ,ecco allora che l’amico Gigi Mestroni che ha la doppia personalità, per cui oggi è bello elegante, domani sarà Gelindo Tittilitti,elegantissimo compàgn però con un’altra fisionomia……………………………………………………………………………………….. ......................................................................................................................................................

Enumerazione dei gruppi e artisti...... ben ce n’è veramente di che chiamare, non dico, un grande pubblico,ma tutte le televisioni perchè è un avvenimento unico,  con tutti questi protagonisti ben difficilmente credo si potrà ripetere.

Però gioca molto anche la simpatia dei Bintars ,in particolare di Angelico e   e di questo gruppo che si sta spendendo da un quarto di secolo per fare ancora più bello ancora più musicale più melodico il nostro Friuli non solo sui breaars  ma anche in luoghi prestigiosi in Italia e all’Estero.

Io ho avuto la fortuna di andare assieme ai ragazzi del Gruppo di Pasian di Prato in varie occasioni in giro per il mondo con i Bintars, molti di noi sono andati in giro per il mondo, nessuno credo sia andato in giro per il mondo come il direttore dell’Ente Friuli nel Mondo (Ferruccio Clavora),perchè lui è sempre in giro per il mondo e lo ringraziamo anche per questo lavoro che sta facendo, solo che noi andiamo a divertirci e a divertire , lui probabilmente lo fa prima di tutto come lavoro, ma anche di questo bisogna essere grati,.

Dicevo:  chi ha avuto la fortuna di andare in giro dappertutto,anche sul più modesto breaar delle sagre paesane del nostro Friuli con i Bintars,  si è accorto di quella immediata simpatia che i Bintars sanno far nascere subito nel pubblico che li ascolta, per la loro schiettezza , per la loro semplicità,per il loro modo di suonare musica VERA.  qui dobbiamo dirlo,cioè io credo che i Bintars non conoscono gli artifizi della musica moderna i dischi  per cui tante volte ti ritrovi a vedere un musicista che con tutt’e due la mani saluta gli amici mentre continua a suonare tranquillamente i pezzi più impegnativi. Beh, la musica dei Bintars ma non solo dei Bintars è una musica VERA , è una musica DAL VERO.,per cui ,ogni tanto, può succedere che anche si senta un nota che non appartiene allo spartito, ma è proprio quello che fa della genuinità di chi suona, in questo caso dei Bintars, forse l’etichetta migliore.

E allora io credo che ci sia stato sicuramente un ampio tam-tam perchè domani e domenica, il tendone, possa essere riscaldato. .................Io posso ricordare che io ed il mio amico Girgio Miani, presidente le gruppo folk. Pasian di Prato, abbiamo celebrato i 40 anni di fisarmonica insieme. In quella occasione, tanti amici, e tra quelli anche Angelico e sui amici dei Bintars, sono venuti a salutarci. Vi garantisco che è stato il più bel regalo che avessimo potuto pensare di ricevere, cosi come siamo sicuri che anche i Bintars saranno felicissimi di vedere che la loro festa, il loro 25*, diventa poi la festa di tutti, e questo è vero perchè  tutti noi siamo partecipi dei successi e dei traguardi di chiunque assieme a noi porti in giro con la fisarmonica  cul liròn col piffero col clarino o semplicemente con la poesia o con qualsiasi altro mezzo questo piccolo grande Friuli che sta perdendo un pochino lo smalto antico, non si può pretendere che le cose restino inalterate in eterno, tant’è vero che assistiamo sempre più a cose tradizionali friulane che vengono prese da lì e portate nel museo.: la latteria di ciase Cocèl … l’osteria come una volta… il tino… el brintièl ; quando si porta  qualche cosa in un museo, vuol dire che lo si è perso,non lo vediamo nella vita di tutti i giorni, però se non lo portassimo neanche nel museo allora probabilmente sarebbe peggio. Non credo che quel folkclore che portiamo in giro per il Friuli noi,e l’amico Clavora so che è parzialmente d’accordo con me,non credo che sia un Friuli vecchio,noi non ci vergogneremo mai di cantare in giro per il mondo (io  poco tempo fa’ ero giù in Argentina, e mi dicono che c’è il sig. Enzo Gandìn che è il presidente del Fogolaar furlàn di Caracas,grazie anche a lei di essere presente,io ricordo che non ci siamo mai vergognati a cantare “ oh ce bièl cistièl a Udin” anche se a qualcuno  può sembrare veramente  cosa di vecchio. Noi, io in particolare, sono fermamente convinto che nulla vieta al vecchio di convivere col nuovo. Quello che non piace,è che il nuovo sepellisca il vecchio,non mi piacerà mai, non sarò mai d’accordo  con chi in nome del nuovo Friuli farà sparire il Friuli di mio padre,di mio nonno, del mio bisnonno e degli altri che li hanno preceduti,per cui ben vengano i nuovi , e io mi auguro che ce ne siano sempre di più,ben vengano i nuovi modi di suonare e cantare in Friuli,io continuerò, perchè non sono capace di rinnovarmi,continuerò a cantare  2oh ce bièl cistièl a Udin oh ce bièle zoventuut” come mi hanno insegnato a farlo. Se accanto a me ci sarà un ragazzino come successo a Florizio Varela o come e successo a Colonia Caroja, che ho trovato ragazzine che mi suonavano “ Giovanìn coloor di rose”in un modo che io non avevo mai sentito in vita mia ma che rispetto ,ebbene grazie anche di questi; grazie a quanti vanno in giro per il mondo anche a raccontare un Friuli che deve rinnovarsi e ha bisogno di rinnovarsi............................................